sabato 31 gennaio 2015

POPOL VUH, LA BIBBIA DEI MAYA, PARTE 2 (commento alla creazione d'uomo)

la prima parte di questo articolo è disponibile a questo link
POPOL VUH, LA BIBBIA DEI MAYA parte 1 (commento alla creazione del mondo)




POPOL VUH, LA BIBBIA DEI MAYA parte 2
La creazione dell'uomo


Come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo le divinità dovettero arrendersi al fatto che gli animali creati per abitare la terra non erano in grado di pronunciare i nomi dei loro artefici, ma emettevano soltanto versi incomprensibili, chiaro riferimento all'assenza di consapevolezza delle proprie origini. La necessità di generare una creatura consapevole che potesse riconosce i propri artefici portò alla creazione dell'uomo. 

Popol Vuh - Capito II

Abbiamo già provato con le nostre prime opere, le nostre prime creature; 
ma non riuscimmo a farci lodare e venerare da esse. 
Ed allora proviamo a fare degli esseri obbedienti, rispettosi, che ci sostentino e ci nutrano -. Così dissero.
Allora avvenne la creazione e la formazione.
 Di terra, di limo fecero la carne [dell'uomo].

 Ma videro che non andava bene, perché si disfaceva, era molle, non aveva movimento, non aveva forza, cadeva giù, era fradicio, non muoveva la testa, la faccia gli andava tutta da una parte, aveva la vista velata, non poteva vedere all'indietro.
 Al principio parlava, ma non aveva intelletto. 
Si inumidì rapidamente nell'acqua e non poté reggersi.
E dissero il Creatore ed il Formatore:
 - Ben si vede che non potrebbe camminare né moltiplicarsi.
 Consultiamoci su ciò, - dissero.
Allora buttarono all'aria e disfecero la loro opera e la loro creazione.
 E subito dissero: - Come faremo per perfezionare i nostri adoratori, i nostri invocatori, perché riescano bene?

(fonte traduzione http://www.antoniogiannotti.it/popol--vhu.html fogli 1-5)


Dopo gli animali le divinità primordiali crearono l'uomo, ma anche in questo caso ebbero dei problemi a raggiungere il risultato che si erano prefissati, ovvero creare un creatura consapevole delle proprie origini e che potesse pronunciare i loro nomi. La creazione dell'uomo andò per tentativi, ne servirono ben tre prima di riuscire nell'intento, simboleggiando quanto sia stato difficile raggiungere la condizione umana. Come Adamo nella Bibbia il primo uomo venne creato usando la terra, ma aveva gravi difetti, era deforme, non si muoveva e si scioglieva a contatto con l'acqua, oltretutto, cosa più importante, non riusciva a parlare, il suo linguaggio era confuso e non riusciva a pronunciare il nome dei suoi creatori. Così i creatori distrussero quest'uomo.
Le sette tavole dell'Enuma
Elish, il testo della creazione
babilonese
Ho trovato molto particolare questo passaggio: "
Ed allora proviamo a fare degli esseri obbedienti, rispettosi, che ci sostentino e ci nutrano", Perchè il testo usa le parole "ci sostentino" e "ci nutrano", l'uomo doveva lavorare per gli Dei forse? Dico questo perché secondo la versione babilonese della creazione, contenuta nell'ENUMA ELISH, l'uomo venne creato dagli Dei per lavorare al loro posto, uno schiavo per nutrirli e sostenerli. Fallito il tentativo con l'uomo di terra tentarono con l'uomo di legno.

Popol Vuh - Capito II

venga scolpito dal Creatore e dal Formatore, e se questo [l'uomo di legno] è quello che ci dovrà sostentare e nutrire quando spunterà il giorno, quando albeggerà.
...

Allora parlarono e dissero il vero:
 - Riusciranno bene i vostri fantocci fatti di legno;
 parleranno e converseranno sulla faccia della terra.
- Così sia! - risposero, quando parlarono.

Ed in un attimo vennero scolpiti nel legno i fantocci.

 Assomigliavano all'uomo, parlavano come l'uomo e popolarono la superficie della terra.

Esistettero e si moltiplicarono; 

ebbero figlie, ebbero figli, i fantocci di legno; ma non avevano anima, né intelletto, non si ricordavano del loro Creatore, del loro Formatore;

 si muovevano senza meta e camminavano carponi.

Non si ricordavano più del Cuore del Cielo e per questo caddero in disgrazia. Fu soltanto una prova, un tentativo di fare uomini. 
Al principio parlavano, ma la loro faccia era rigida;
 i loro piedi e le loro mani non avevano vigore;
 non avevano sangue, né sostanza , né umidità, né grassezza; 
le loro guance erano secche, secchi i loro piedi e le loro mani, e gialle le loro carni.
Perciò non pensavano più al Creatore né al Formatore, a coloro che davano loro la vita ed avevano cura di loro.
Questi furono i primi uomini che in gran numero esistettero sulla faccia della terra.

(fonte traduzione http://www.antoniogiannotti.it/popol--vhu.html fogli 1-5)

Il secondo tentativo viene fatto creando uomini di legno. Si moltiplicarono in gran numero sulla terra ma nonostante sapessero parlare, non si ricordavano dei loro creatori, perché erano fantocci senz'anima che andavano e venivano dove volevano. In realtà come traspare in un secondo momento della narrazione gli uomini di legno erano esseri crudeli che non pensavano ad altro se non a loro stessi. E' evidente che gli uomini di terra e quelli di legno sono una metafora della condizione umana e dell'evoluzione che ha portato fino all'uomo compiuto, condizioni che tutt'oggi risiedono nell'animo umano.
I creatori videro che anche l'uomo di legno non rispettava le loro aspettative così decisero di annientarlo, e per farlo scatenarono un diluvio. Ancora una volta troviamo un'episodio dedicato al diluvio universale tra i testi antichi. (leggi anche l'articolo DILUVIO UNIVERSALE, COLLETTIVA MEMORIA DI UNA CATASTROFE GLOBALE). Come nella bibbia e nell'epopea di Gilgamesh il diluvio descritto dai Maya ha un carattere punitivo. Gli Dei scontenti degli uomini che avevano creato decisero di cancellarli dalla faccia della terra.



Popol Vuh - Capito III


Subito i fantocci di legno vennero annientati, distrutti e disfatti, e furono uccisi.
Un'inondazione venne prodotta dal Cuore del Cielo; si formò un grande diluvio, che cadde sulla testa dei fantocci di legno.
...
E ciò fu per punirli per non aver pensato alla loro madre, né al loro padre, il Cuore del Cielo, chiamato Huracán. 
E per questo motivo si oscurò la faccia della terra ed incominciò una pioggia nera, pioggia di giorno, pioggia di notte.

(fonte traduzione http://www.antoniogiannotti.it/popol--vhu.html fogli 1-5)

Il carattere punitivo è presente anche nella bibbia e nell'episiodio del diluvio contenuto all'interno dell'epopea di Gilgamesh.


(Bibbia, Genesi 6,5-7)


Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti»

(fonte http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Genesi+6&versioni%5B%5D=C.E.I.)


Dopo la morte degli uomini di legno a causa del diluvio scatenato da Cuore del cielo si apre una lunghissima catena di eventi, fatta di imprese mitiche compiute da eroi leggendari, un lungo percorso preparatorio alla venuta dell'uomo di mais, l'uomo compiuto. Questo percorso è ricco di significati simbolici e lo descriverò prossimamente in un'altro articolo.

In questo animazione grafica gli eventi narrati dal Popol Vuh
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