sabato 17 settembre 2016

LA PRIMA PIRAMIDE DELLA STORIA EGIZIA



Piramide a gradoni di Saqqara.
La prima piramide di pietra della storia egizia fu costruita nel corso della III dinastia nella necropoli di Saqqara, a nord-est della città di Menfi. La struttura prese forma attorno al 2600 a.C. al centro dell'ampio complesso funerario dedicato al sovrano Djoser, quando al di sopra dalla mastaba che proteggeva la camera sepolcrale interrata furono aggiunti cinque livelli di grandezza decrescente per sviluppare il monumento verso l'alto. La mastaba è un tipo di tomba monumentale che generalmente veniva impiegata durante il periodo arcaico e sostanzialmente è composta da un tumulo di pietra posto a protezione un pozzo verticale che conduce alla camera sepolcrale. L'evoluzione di questa struttura tronca verso una forma piramidale fu probabilmente dovuta al bisogno di creare un collegamento simbolico tra il defunto e i luoghi celesti a cui era destinata la sua anima dopo la morte. Il successo di questo tipo di architettura fu tale che l'architetto reale Imhotep fu ricordato e divinizzato per tutti i secoli a venire.
Pozzo verticale che conduce
 alla camera sepolcrale.
fonte immagine
La piramide di Djoser è dunque sotto ogni aspetto una coerente evoluzione dell'architettura funerari del periodo arcaico. Nel 1821 l'esploratore Girolamo Segato riuscì ad entrare nella piramide, ma la trovò già violata. Per altro gli unici reperti recuperati durante questa prima indagine, che comprendevano una maschera funeraria e un piede della mummia andarono persi nel Mare del Nord durante il naufragio della nave che li trasportava in Germania. Durante le successive esplorazioni furono trovate altri pozzi, gallerie e cunicoli scavati nella roccia e persino un deposito di mummie della famiglia reale. Furono recuperati diversi manufatti tra cui i serekht che recano i simboli e il nome del sovrano a cui il monumento era destinato, "Netjerykhet". Il collegamento con il secondo sovrano della III dinastia fu possibile soltanto nel 1889 in seguito alla scoperta della "Stele della carestia", un'epigrafe di epoca tolemaica scritta in caratteri geroglifici ritrovata sull'isola di Sehel vicino ad Assuan. L'epigrafe riporta i nomi di Netjerykhet Djoser, secondo sovrano della III dinastia, e del suo sommo consigliere e ingegnere Imhotep, attribuendogli il merito di aver placato una terribile carestia che afflisse l'Egitto per sette anni.